Farmacia San Michele | Tumore del polmone: combinazione di due farmaci “accende” il sistema immunitario contro le cellule malate
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Tumore del polmone: combinazione di due farmaci “accende” il sistema immunitario contro le cellule malate

È stato recentemente condotto presso il Moffitt Cancer Center negli Stati Uniti uno studio clinico per determinare la sicurezza e l’efficacia di una nuova combinazione di farmaci che stimola la risposta immunitaria contro il tumore del polmone non a piccole cellule.

Le cellule tumorali sviluppano determinati meccanismi per “nascondersi” dal sistema immunitario: protagonista di questo fenomeno è una proteina, chiamata PD-L1, che legandosi al suo recettore sulle cellule immunitarie ne inibisce l’attività.

Le cellule immunitarie, a loro volta, esprimono una molecola, chiamata CTLA-4, che impedisce loro di attivarsi.

Due farmaci, attualmente in fase di sviluppo, agiscono su questo processo cellulare e stimolano il sistema immunitario ad attaccare il tumore: si tratta del durvalumab e del tremelimumab.

Presi singolarmente, hanno mostrato risultati promettenti in svariati test clinici condotti su differenti tipologie di tumore.

È stato ipotizzato che un’eventuale combinazione di questi due farmaci porterebbe a benefici ancora maggiori.

Obiettivo primario dello studio, pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, è stato determinare la sicurezza clinica di questa combinazione, e la dose massima tollerabile di ognuna.

I ricercatori hanno riscontrato, nei 102 pazienti con un tumore in fase avanzata coinvolti nello studio, livelli gestibili di tossicità nella combinazione.

Gli effetti indesiderati più comuni riscontrati sono stati diarrea, affaticamento e prurito: quelli più acuti la diarrea, colite e alterazioni nell’attività del pancreas. La maggior parte di questi sintomi sono regressi con la somministrazione di farmaci immunosoppressivi.

L’associazione di questi due farmaci ha mostrato, a determinati dosaggi, anche un’attività anti-tumorale: il 23% dei pazienti ha fatto registrare una risposta, parziale o completa, al trattamento.

Tale attività si è riscontrata indifferentemente dalla presenza o meno della proteina PD-L1.

«I risultati suggeriscono che questa combinazione rappresenta una potenziale opzione terapeutica per quei pazienti con tumori PD-L1 negativi, che sono esclusi dalle terapie attualmente disponibili, compresa l’immunoterapia» ha dichiarato Scott J. Antonia, uno dei coordinatori dello studio. «Inoltre, questo sottolinea l’importanza delle terapie combinate in oncologia».

In definitiva, la combinazione di durvalumab e tremelimumab sembra avere un’attività clinica superiore a quella dei due farmaci presi singolarmente. Sono risultati promettenti, che dovranno però essere confermati da test clinici di più ampia portata.

Fonte :https://notiziemediche.it

 

 

chiara
mctommasini@libero.it